mercoledì, Settembre 28, 2022
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Fuori la guerra dalla storia

by Annarita Cardamone
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“Vi prego con tutto il cuore…salvate i nostri figli”.

Questo l’accorato appello di una mamma ucraina, durante il sit-in organizzato a Castrovillari dall’ANPI

dove hanno preso parte associazioni, istituzioni, sindacati, scuola e soprattutto, ucraini che vivono in città da diversi anni e che ben si sono integrati. In maniera pacifica, hanno preso la strada della costruzione della pace e della cooperazione, unica via per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. “Non vogliamo e non possiamo combattere contro una grande forza armata.. aiutateci.

Non potevamo mai immaginare di arrivare al XXI secolo a quello che sta succedendo nel nostro paese. La guerra non la vuole il popolo russo, perché il popolo russo è fratello del popolo ucraino, questa è la guerra di un dittatore, che ha preso in giro il suo popolo per armare una lotta che nessuno vuole combattere.

La nostra bandiera ha i colori giallo e blu, a significare un prato di grano e il cielo, sono colori di pace e non di guerra”. La testimonianza della signora Vittoria, a rappresentare la nutrita comunità ucraina castrovillarese.

Toccanti gli interventi degli studenti che hanno sottolineato la vicinanza al popolo ucraino. Mai come oggi è evidente che la pace ed il ripudio delle guerre debbano essere la priorità dell’agenda politica italiana, europea e mondiale. L’Unione Europea agisca ispirata dai suoi principi costitutivi a difesa di pace e democrazia. E anche la vicino Mormanno è scesa in piazza con la sciarpa della pace ripudiando la guerra sottolineando i principi di libertà e di democrazia da garantire universalmente.

In piazza sono state centinaia le persone che hanno deciso di aderire alla manifestazione contro la guerra in Ucraina e che ha visto coinvolti tanti cittadini, associazioni locali, Federanziani, bambini, studenti del Liceo, docenti, dirigente scolastica, volontari, parroci, Task-Force Sanitaria Locale.

Tutti impegnati per lanciare un messaggio universale di convivenza civile tra i popoli e soprattutto costruttori insieme di una importante catena di solidarietà che invierà presto, al popolo ucraino, aiuti concreti con donazioni di cibo, medicine e indumenti per i profughi.

Ad aprire il corteo che si è snodato per le strade della città la Sciarpa della pace portata da Federanziani che ha rafforzato il messaggio che la comunità di Mormanno ha voluto esprimere.

«La nostra amministrazione ha ribadito il sindaco Giuseppe Regina – ha da subito pensato di fare qualcosa di concreto aprendo le porte della nostra comunità ai profughi della guerra, scrivendo all’ambasciatore ucraino e trovando la disponibilità di alcune donne ucraine che vivono nella nostra comunità di fare volontariamente da interprete per meglio accogliere questi nostri fratelli.

Un imprenditore della zona ha messo a disposizione il suo autobus per recuperare donne e anziani che fuggono dagli attacchi militari. A disposizione anche l’ostello comunale per l’accoglienza ai rifugiati.

Noi, ha concluso il primo cittadino, siamo pronti, ora attendiamo solo le disposizioni della prefettura e dalla Regione per procedere, ma intanto continuiamo ad inviare farmaci, indumenti con la speranza che tutto questo presto possa finire».

“No alla Guerra, No a tutte le Guerre” è il grido che si è alzato forte in cielo da parte dell’intera comunità scolastica dell’IIS “Mattei-Pitagora-Calvosa”. Comunità che da diversi giorni si è attivata con attività di riflessione e di discussione e con la raccolta di una grande quantità di generi di prima necessità e medicinali.

I ragazzi e il personale della scuola, docenti e non, si sono raccolti attorno ad una grande bandiera ucraina per manifestare il proprio dissenso contro le atrocità di questa guerra fratricida. Particolarmente sentito è stato l’intervento del dirigente scolastico Bruno Barreca “Questo deve essere un momento di grande riflessione per sensibilizzare le coscienze di noi adulti e di voi ragazzi, per avere piena consapevolezza di quanto sta succedendo.

Siamo tornati indietro di ottant’anni, per una guerra che vedrà sconfitti aggressori e aggrediti e che, a caro prezzo, sarà pagata, ancora una volta, dalla povera gente e dai fragili, dalle donne e dai bambini. Tutto questo è intollerabile, io penso che la scuola debba essere sensibile a questi problemi, debba farsi portavoce e gridare forte NO alla guerra, noi la guerra non la vogliamo”, possa coinvolgere tutte le altre scuole e l’intera cittadinanza, in una fiaccolata che attraverserà tutte le vie della città.

Anche gli alunni della scuola elementare Santi Medici vicino al popolo ucraino con striscioni e il canto “We are the World” “lasciaci realizzare che un cambiamento arriverà quando stiamo insieme come uno solo”.

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