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8 Marzo. Nulla da festaggiare…tantissimo per cui lottare

by Asia Catucci
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Immagina un mondo equo di genere. Un mondo libero da pregiudizi, stereotipi e discriminazioni.

Un mondo diverso, equo e inclusivo. Un mondo in cui la diversità è valorizzata e celebrata.
Insieme possiamo forgiare l’uguaglianza delle donne.

Il tema dell’IWD 2022, International Women’s Day appunto, è #BreakTheBias . Vogliamo un mondo libero da guerre e in pace.

Perché, lo sappiamo bene, ogni evento catastrofico (dalla pandemia alla guerra), impatta soprattutto sulle fasce della popolazioni marginalizzate e aumenta il divario di genere. Ucraina, Russia, Palestina, Congo, Etiopia, Syria: ovunque sia la guerra è (anche) guerra alle donne.

Nel contesto della guerra, le donne sono spesso prese di mira come una forma di brutale disumanizzazione, con lo stupro, compreso lo stupro di gruppo, abitualmente utilizzato come arma di guerra. Amnesty International ha denunciato l’utilizzo dello stupro su donne e bambini come arma di guerra in Etiopia, in Congo, in Darfur. In una risoluzione adottata nel 2008 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha affermato che “lo stupro e altre forme di violenza sessuale possono costituire crimini di guerra, crimini contro l’umanità o un atto costitutivo rispetto al genocidio”.

Sul tema dal 1993 erano in atto più o meno timidi tentativi da parte della Commissione per i diritti umani (poi Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite), fino allo storico cado del 1998 in cui in Ruanda una sentenza disse che “lo stupro e la violenza sessuale costituiscono genocidio”. Prima di allora stupro, torture e abusi in guerra erano considerati effetti collaterali.

A partire dal 2020, la pandemia ha aggravato le disuguaglianze di genere ovunque, nonché ha scatenato la cosiddetta “pandemia ombra” della violenza contro donne e ragazze scoppiata durante il COVID-19. In Italia, solo nella primissima fase della pandemia, tra l’1 marzo e il 16 aprile 2021, sono state 5.031 le telefonate ritenute valide al 1522. Ovvero il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. (Istat, 2020).

Secondo il VII rapporto Eures sul Femminicidio in Italia, il triennio 2019-2021 nel quadro di lungo periodo si legge: Femminicidio: 109 le donne uccise in Italia nei primi 11 mesi del 2021 (+5,8% sul 2020). Quasi 3.500 negli ultimi 20 anni.

Ed ancora le mutilazioni genitali e la salute della donna.

Attualmente vivono nel mondo 200 milioni di donne che hanno subito mutilazione genitale totale o parziale. Si stima che 68 milioni di ragazze saranno mutilate tra il 2015 e il 2030, a meno che non venga intrapresa un’azione concertata e accelerata.

A causa delle interruzioni del programma relative al COVID-19, l’ UNFPA ha stimato che nel prossimo decennio si verificheranno 2 milioni di casi in più che altrimenti avrebbero potuto essere evitati (United to End Female Genital Mutilation, novembre 2021).

Vale la pena ricordare il dato Save The Children 2018: ogni 7 secondi una bambina viene data in sposa. E poi se guardiamo al lavoro ; stesso lavoro, busta paga diversa. Per 100 euro di una donna, un uomo ne riceve 131. Ma se si calcola il divario retributivo nascosto, allora siamo a 100 euro contro 192. E potremo continuare all’infinito ma diciamo che non c’è nulla da festeggiare, ma ancora tanto, tantissimo per cui lottare e quando si parla di donne, questa affermazione vale un po’ di più.

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