mercoledì, Settembre 28, 2022
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“Sarò sulla montagna che tocca nubi e stupisce il colore che immaginai; diserto la pace.”

by Redazione
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Biagio Propato “Gobi”

Se n’è andato in un giorno di maggio, Biagio, e  ogni cosa è diventata improvvisamente inutile. Non lo vedevo da tempo, ormai i contatti personali a causa delle distanze sono sempre più difficili, ma seguivo sempre i suoi video su Fb “On the road again”, nei quali venivano recitati suoi versi o di altri poeti, mostrando squarci di vita romana. Biagio viveva da sempre a Roma, pronto ad aprire il suo mondo e la sua casa a tutti gli amici che andavano a trovarlo. Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere diverse persone buone che mi hanno aiutato tanto, come Luigi o Pino, Biagio è stata una di queste. Era sempre pronto a dividere tutto con tutti, ad ascoltare pazientemente le tue idee e a rispondere con voce calma e piana, senza dare nessun consiglio, regalandoti solo le sue parole. Non era difficile trovarlo seduto, durante le feste natalizie o in estate, ad uno dei tavoli della Birreria Jessica del suo amico Gigetto, salutare tutti e avere un pensiero, una parola per tutti coloro che vedeva dopo tanto tempo. L’uomo era certamente legato al poeta, nei suoi versi scanditi da immagini e sogni, conservo gelosamente una copia del suo volume “Gobi”, che mi regalò anni fa. Tanti i ricordi che affiorano nella mente come un viaggio a Roma, dove, insieme a Luigi, Pino e Mariarosaria lo incontrammo nella sua osteria di Centocelle, quartiere dove abitava o una cena a base di coniglio, in compagnia del suo amico Rocco Salerno. Biagio è stata la persona che mi ha fatto uscire dalla timidezza, mi ha permesso di vedere la luce in un periodo abbastanza complicato, dopo aver letto le mie poesie, passeggiando in una mattinata di Pasqua, mi rivelò con voce calma e sincera ciò che ne pensava, incoraggiandomi a continuare e a purgare alcuni difetti. In seguito mi invitò a partecipare alla mia prima serata poetica e ad altre ancora come durante un’estate a Saracena. Strano, ma da quando ho saputo della scomparsa di Biagio mi sento più vuoto come se avessi perso non solo una persona cara, ma un punto di riferimento, una luce si è spenta per me, penso che ora Biagio, dovunque si trovi, stia tranquillamente parlando con Osvaldo, scomparso anche lui un po’ di tempo fa, e Gigetto di tutto che hanno fatto e quello che ancora devono fare per tutti noi, rimasti qui su questo misero pianeta, con i suoi zoccoli di legno che macinano le strade, i campi, il Gobi, le steppe e i ponti.    

Michele Messina

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