mercoledì, Novembre 30, 2022
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Rotonda  “un’altra storia” pronta ad essere raccontata dal MUGEPA, la nuova veste del Museo dell’Elephas

by Annarita Cardamone
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Era il 1982 quando in località Calorie, di Rotonda nel Parco Nazionale del Pollino, un agricoltore, Mario Calderelli, mentre stava per impiantare una nuova vigna, fece la grande scoperta, un femore, di una specie estinta di elefante, vissuta nel Pleistocene medio e superiore, uno, se non il più importante ritrovamento a livello nazionale.

Sono passati 40 anni da quella scoperta che cambiò le sorti di Rotonda, nacque il Museo naturalistico e paleontologico dove al suo interno, lo ricordiamo sono esposti i resti dell’esemplare di Elephas antiquus italicus, risalenti al Pleistocene medio superiore (400.000 – 700.000 anni fa). Tra i reperti fossili, anche la mandibola, pressoché completa, di Hippopotamus antiquus rinvenuta nell’identico sito dell’Elephas e, verosimilmente, vissuto in epoche ancora più remote (Pleistocene medio-inferiore) oltre alle tante altre testimonianze fossili di tipo animale e vegetale, e minerali che testimoniano la storia della zona.

Oggi a distanza di 40 anni il Museo cambia veste raccontando un’altra storia. Innanzitutto il Museo diventa MUGEPA; ha sottolineato Paola Di Cuia, Direttore Creativo di 3d Research e Co-progettista,un acronimo di Museo Geologico Paleontologico Archeologico con al centro sempre l’Elefante protagonista anche nella nuova immagine della 3d Research pensata insieme alla locale Amministrazione Comunale di Rotonda, guidata dal sindaco Rocco Bruno, ma con un richiamo aperto al concetto di territorio e non solo ai reperti.  L’elefante è comunque il protagonista anche nella nuova immagine e poi il territorio come concetto di racconto di più discipline che si intersecano tra loro”.

Grazie poi alla collaborazione tra professionisti diversi che conoscono il territorio ed i reperti stessi. Il museo si doterà di nuove tecnologie di fruizione, atte a garantire maggiore interattività e tempo di permanenza. Verranno altresì, inseriti nuovi spazi ad uso complementare, come punto di riferimento per la comunità. Ecco perché inizia un’altra storia per il Museo di Rotonda che cambia anche il logo con l’Elephas stilizzato realizzato con i colori che richiamano la terra ed il territorio circostante.

Tutto questo è stato presentato in un’apposita conferenza stampa, moderata da Silvestro Maradei, alla quale hanno partecipato Rocco Bruno, sindaco di Rotonda, Donatella Franzese, assessore al Turismo e marketing territoriale, Paola Di Cuia, Direttore Creativo di 3d Research e Co-progettista del Mugepa e Francesco Calderelli, figlio del defunto Mario, proprietario del terreno in cui avvennero i ritrovamenti e di cui lui stesso fu l’autore.

Ed è stato proprio Mario, figlio del defunto Francesco Calderelli, anche se all’epoca era poco più che un bambino a raccontare l’emozione e lo stupore del padre nel rinvenire quel femore così grande.

Lui stava facendo degli scavi per l’impianto di una vigna e trovò un pezzo di un femore dell’elefante giustamente essendo un pezzo enorme capisci subito che si trattava di qualcosa di molto molto antico.

Tanti avrebbero preferito occultare tutto perché questo significava impedimenti a livello di vincoli e quant’altro però, non perché era mio padre ma insieme a mia madre decisero di denunciare tutto e di dare alla comunità questo bene che oggi noi possiamo usufruire”.

Quel ritrovamento fu per gli studiosi che si recarono a Rotonda da tutta l’Europa, uno dei primi riprovamenti di quell’epoca, se non il primo del Sud Italia per grandezza e consistenza.

“Tanti ritrovamenti sono stati scoperti da quel lontano 1982 ma soprattutto è nato il museo che dà la possibilità a tutti di vedere cosa c’era qui a Rotonda e di questo dobbiamo ringraziare Mario Caldarelli, ha sottolineato l’assessore, Donatella Franzese“è una figura che noi ricordiamo sempre quando parliamo del museo. Non si può non parlare di Museo se non si ricorda Mario perché solo grazie a lui e al suo grande senso civico che noi oggi abbiamo questo immenso patrimonio, un patrimonio che lui ha restituito alla comunità e oggi di questi esempi ne abbiamo davvero tanto bisogno. La volontà politica dell’Amministrazione è quella di dedicargli una stanza del Museo per intanto lo abbiamo voluto celebrare anche nel mazzo di carte che abbiamo realizzato proprio per i 40 anni del museo per avvicinare anche la comunità. L’illustrazione del “Miriorama” rappresenta proprio nel momento del ritrovamento. Il museo tra qualche tempo avrà una veste nuova e l’abbiamo ripensata proprio per i suoi 40 anni dal primo rinvenimento dei fossili. Sarà un’esposizione nuova più fruibile e più accessibile. È chiaro che ripensare un museo già esistente non è una cosa facile perché paradossalmente sarebbe stato più semplice farlo da zero che sistemare una cosa già in piedi però, ci siamo circondati di tante professionalità competenti che ci hanno anche e soprattutto guidato e supportato nella realizzazione di questa nuova esposizione e che tengo a ringraziare uno ad uno”.

 Nel 1982, 40 anni fa, il rinvenimento dei primi fossili che poi hanno dato il via alla creazione di questo museo, ha rimarcato il sindaco, Rocco Bruno. Sono passati 40 anni dal rinvenimento fossile in località Calorie, una grande scoperta di natura archeologica e paleontologica molto importante.  Nel corso degli anni si è cercato in tutti i modi di valorizzare questa importante risorsa per il nostro comune; non sono mancate le difficoltà anche dal punto gestionale ma siamo arrivati fino ad oggi con delle belle novità che abbiamo sfruttato in parte ma che contiamo di sfruttare appieno che rilanceranno ancor di più il turismo perché sappiamo quanto il MUGEPA potrà offrire importanti opportunità turistiche ma anche al mondo della scuola”.  

Per Rotonda dunque inizia “un’altra storia” tutta da raccontare. Il MUGEPA sarà chiamato a svolgere un ruolo interattivo educativo e di produzione culturale al servizio della società e del suo sviluppo e rappresenterà quella costante e vivace ricerca di rinnovamento al fine di proporre un modello più attento ad una partecipazione culturale più ampia.

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